Ecommerce

Sito vetrina o ecommerce: quale ti serve davvero

4 minuti di lettura

Vendere online sembra la scelta ovvia. In realtà per molte attività un ecommerce è una macchina costosa da tenere accesa che porta meno di una buona pagina di contatto. Prima di spendere il doppio, vale la pena rispondere onestamente a qualche domanda.

La differenza vera fra i due

Un sito vetrina esiste per generare una richiesta: una chiamata, un modulo, un preventivo. La vendita la chiudi tu, di persona o al telefono.

Un ecommerce esiste per incassare senza che tu intervenga. Ma per farlo deve gestire catalogo, pagamenti, spedizioni, resi e assistenza. Ognuna di queste cose è lavoro ricorrente, non una voce di preventivo che paghi una volta.

Sito vetrinaEcommerce
Investimento inizialeA partire da 890 euroA partire da 1.890 euro
ObiettivoRicevere richieste di contattoIncassare direttamente online
Gestione quotidianaMinimaOrdini, spedizioni, resi, assistenza
Adatto aServizi, lavori su misura, preventiviProdotti a prezzo fisso, volumi ricorrenti
Confronto pratico

Le domande da farti prima di decidere

Se rispondi no alla maggior parte di queste, un sito vetrina è quasi certamente la scelta giusta per adesso.

  1. 1I tuoi prodotti hanno un prezzo definito, valido per tutti?
  2. 2Puoi spedirli senza complicazioni e a un costo sostenibile?
  3. 3Hai qualcuno che può gestire ordini e assistenza ogni giorno?
  4. 4Il margine regge le commissioni di pagamento e i costi di spedizione?
  5. 5Hai abbastanza volume perché la gestione si ripaghi?

I costi ricorrenti che spesso si scoprono dopo

Il prezzo di costruzione è la parte facile. Quello che pesa nel tempo è tutto il resto, e va messo nel conto prima di partire.

  • Commissioni sui pagamenti elettronici, su ogni singolo ordine
  • Imballaggi e spedizioni, che crescono insieme agli ordini
  • Resi: per legge il consumatore ha 14 giorni di ripensamento negli acquisti online nella UE
  • Fotografie e schede prodotto per ogni articolo nuovo
  • Assistenza clienti: chi vende online riceve domande, sempre

Il conto che quasi nessuno fa prima di partire

Prendi il tuo prodotto più venduto e togli, uno alla volta, tutti i costi che esistono solo perché vendi online. Quello che resta è il margine vero.

Su un prodotto da 50 euro con margine lordo del 40 per cento hai 20 euro. Poi togli la commissione sul pagamento, l’imballaggio e la spedizione, che spesso offri gratis per non perdere l’ordine. Restano pochi euro, e da lì devi ancora coprire il tempo di preparazione, l’assistenza e i resi.

Non significa che non convenga: significa che con quel margine ti servono molti ordini, e i molti ordini richiedono pubblicità, che è un altro costo ancora. È questo il conto che va fatto prima di costruire, non dopo.

  • Margine lordo sul prodotto, non il prezzo di vendita
  • Commissione del sistema di pagamento su ogni transazione
  • Imballaggio, etichette e materiale di consumo
  • Spedizione, compresa quella che offri gratis
  • Tempo di preparazione dell’ordine, valorizzato alla tua tariffa oraria
  • Percentuale di resi prevista, con la spedizione di ritorno

La via di mezzo che consigliamo più spesso

Non è obbligatorio scegliere subito. Nella maggior parte dei casi conviene partire con un sito vetrina fatto bene, che mostri il catalogo e raccolga richieste, e aggiungere la vendita online quando la domanda è dimostrata.

Così scopri se le persone comprano davvero prima di costruire tutta la macchina, e se la risposta è sì l’ecommerce si aggiunge sopra a quello che hai già.

Funziona anche come prova sul campo: se ricevi richieste di acquisto da un sito che non vende, la domanda esiste. Se non ne ricevi nessuna, un carrello non la crea dal nulla.

Gli obblighi di legge quando vendi online

Vendere online a consumatori porta obblighi precisi, e ignorarli espone a contestazioni. Sono cose da sistemare prima di aprire, non dopo.

  • Diritto di recesso di 14 giorni, da comunicare in modo chiaro
  • Condizioni di vendita, tempi di consegna e costi di spedizione visibili prima del pagamento
  • Informativa privacy conforme al GDPR e gestione corretta dei cookie
  • Dati aziendali completi: ragione sociale, indirizzo, partita IVA

Vendere online non è un traguardo da raggiungere per forza: è uno strumento che conviene quando i numeri lo giustificano. Fai il conto prima, e se non torna parti da un sito che ti porta richieste.

Domande frequenti

Dipende da cosa vendi. Se lavori su preventivo, su misura o con pochi clienti di valore alto, il sito vetrina rende di più e costa meno. L’ecommerce conviene con prodotti a prezzo fisso, spedibili, e con volumi sufficienti a coprire la gestione quotidiana.

La costruzione parte da circa 1.890 euro più IVA, ma il costo vero include fotografie e schede prodotto, commissioni sui pagamenti, spedizioni e il tempo di gestione. Vanno preventivati insieme, altrimenti il conto torna solo sulla carta.

Sì, ed è la strada che consigliamo più spesso. Se il sito nasce con una struttura moderna, la parte di vendita si aggiunge sopra senza rifare tutto. Chiedilo al momento della costruzione, così viene previsto fin dall’inizio.

Se vendi a consumatori nella UE sì: il diritto di recesso di 14 giorni è previsto dalla normativa europea e non è una scelta commerciale. Va comunicato chiaramente e va organizzato un modo pratico per gestirlo.

Fonti

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